Praga Magica

“Praga magica” è il titolo di un’opera letteraria di Angelo Maria Ripellino, slavista e boemista palermitano, traduttore, professore universitario, nato a Palermo nel 1923, deceduto a Roma nel 1978.

Il compendio redatto da Ripellino è un collage letterario, storico, architettonico, che sviscera il genius loci della Praga congelata dai freddi venti russi. Scopre i legami tra l’antico golem ed il primo robot, tra Faust e Don Giovanni, tra Franz Kafka ed il Buon soldato Svejk, tra le righe da marinaio delle divise del Teatro Liberato ed i collage di Jiri Kolar. Un saggio di ardua lettura, onnicomprensivo, barocco, unico nella sua cesellatura.

“Praga magica” è la “Laterna magika”, viandante antenato del cinema ed ipnotico spettacolo d’avanguardia, dove cinema, teatro, teatro nero, danza si fondono, elementi arcimboldeschi, dando vita ad un racconto che abbiamo già visto. Anche per questo si continua a parlare di “Praga magica” per indicare il “deja vu” che, nonostante il cattivo gusto dei bottegai di moderno ciarpame ed i forzati del turismo low cost, trattiene il visitatore più attento nel labirinto di vicoli medievali preservati dai pesanti portoni.

Praga magica anche perchè ricoperta da simboli, ne sono ricoperti i suoi portoni e gli stipiti delle case di Mala Strana, il sotto-castello e le case negli antichi vicoli, grappoli d’uva, spicchi di luna, civette, simboli cabalistici come quelli che adornano le pareti della torre della casa di Faust in Piazza Carlo, accessibile ora a pochi eletti, sirene a due code come quelle della casa d’angolo nel quartiere del Nuovo Mondo, soli e struzzi, campane e violini, storie e leggende che raccontano i simboli scolpiti nella pietra di questa città facendone un libro di fiabe a cielo aperto.