San Giovanni Nepomuceno

San Giovanni Nepomuceno

* 1345 circa, Pomuk (l’odierna Nepomuk)
+ 20 marzo 1393, Praga
Sacerdote, dottore in diritto ecclesiastico, confessore, vicario generale.
Patrono delle terre ceche, patrono nazionale della Baviera, patrono delle acque, protettore dalle catastrofi naturali  (raffigurato in numerose statue sui ponti), patrono della gente d’acqua: marinai, pescatori, mugnai, zatterieri e ghiacciaioli e dei confessori, protettore dalla calunnia.
E’ l’unico santo ad avere un’aureola con stelle (5), oltre alla Madonna.
I suoi resti si trovano nella cattedrale di San Vito, nel castello di Praga. Reliquie sono anche  a Venezia, dove è uno degli otto sottopatroni della città.  La ricorrenza di Giovanni Nepomuceno è il 16 maggio.

E’ il santo ceco più famoso al mondo. Nell’epoca barocca, grazie ai gesuiti, il suo culto si diffuse nei paesi tedeschi, in Austria, Belgio, Spagna, Polonia, Lussemburgo, Inghilterra, Italia e Sicilia. Il suo culto si è diffuso in America Latina grazie ai missionari gesuiti e francescani e nelle Filippine. Si calcola che solo in Europa vi siano oltre trentamila statue che lo raffigurano.
Sul luogo dove sorgeva a casa natale del santo è stata eretta nel XVII sec. la prima chiesa a lui dedicata, nel pese di Nepomuk (prima Pomuk). Successivamente, a causa dei grandi pellegrinaggi, la chiesa fu sostituita dal maestoso santuario progettato da Kilian Ignazio Diezenhofer.
Giovanni Nepomuceno (originariamente Giovanni da Pomuk) nacque forse nel 1340 . A circa vent’anni si recò a Praga dove per dieci anni lavorò come notaio imperiale. Ottenne una laurea in diritto ecclesiastico presso l’Università Carlo ed il dottorato presso l’Università di Padova, dove si specializzò nei rapporti tra diritto ecclesiastico e diritto civile.Nel 1387 ritornò a Praga e l’anno successivo divenne vicario generale del vescovo praghese Giovanni da Jenštejn. Divenne così l’uomo chiave nelle dispute tra il vescovo Giovanni da Jenštejn ed il re Venceslao IV, che all’epoca si sforzava di ridurre il potere dell’arcivescovo di Praga, esigendo l’apertura di una nuova diocesi in Boemia. L’arcivescovo bloccò la decisione del re con interventi di carattere amministrativo, firmati dal suo vicario generale, Jan Mepomucky (tra l’altro il confessore della moglie di Venceslao IV Sofia di Baviera, che non aveva un rapporto idilliaco con il marito). Venceslao IV fece imprigionare il Nepomuceno e pare lo torturò di persona, facendone poi gettare il corpo dal ponte Carlo nelle acque della Moldava.
La leggenda attribuiva la decisione reale di gettare il sacerdote nel fiume al fatto che esso non avesse voluto rivelare al regnante il segreto confessionale della sua consorte. Per questo motivo il Nepomuceno divenne il patrono dei confessori. Nel punto in cui il Nepomuceno venne gettato in acqua venne posta sulla spalletta del ponte una croce in ottone ed una piccola ringhiera votiva. La vicenda fu poi fatta propria nel XVI secolo dal cronista Venceslao Hájek da Libočany, che inventò il personaggio di Giovanni Nepomuceno, torturato ed ucciso per avere taciuto il segreto confessionale (nell’iconografia barocca le cinque stelle significavano le lettere  della parola latina TAQUI.  Dopo tre secoli, nel corso del suo processo di beatificazione, la salma fu riesumata e venne trovata della sostanza organica rossa, che fu immediatamente identificata come la lingua miracolosamente conservatasi intatta del santo (in realtà si trattava di sostanza cerebrale seccatasi nei secoli ). La lingua divenne pertanto il simbolo del martire.
Nel 1721 fu beatificato e nel 1729 dichiarato santo. La festa di canonizzazione fu maestosa: in quest’occasione venne posta la sua statua sul ponte Carlo ed il reliquiario contenente “la lingua” esposto al pubblico dei fedeli .

Da vedere:
La tomba di San Giovanni Nepomuceno ricoperta da un’opera progettata dall’architetto di corte degli Asburgo,  Josef Emanuel Fischer da Erlach e realizzata con 1500 Kg di argento massiccio, nella cattedrale di S. Vito.
La statua di S. Giovanni Nepomuceno sul ponte Carlo, realizzata in bronzo da  Jan Prokoff nel 1683
La chiesa sulla Montagna Verde a Žďár nad Sázavou
Il santuario sulla Montagna Verde, a Žďár nad Sázavou, dedicato a S. Giovanni Nepomuceno, fu realizzato su progetto del grande  architetto Giovanni Blažej Santini Nichel, nel particolare stile chiamato il gotico barocco, tra il 1719 ed il 1722. Il colle del  santuario fu chiamato Montagna Verde, come il colle nel paese natale di Giovanni Nepomuceno.
Il numero cinque (come le cinque stelle) è la chiave di lettura del santuario: la pianta della chiesa è una stella a cinque punte, sul perimetro interno si trovano cinque cappelle, più altre cinque e cinque sono le uscite della chiesa. L’anello dei chiostri attorno alla chiesa è interrotto da cinque porte. Nella cupola della chiesa è appesa una enorme lingua rossa circondata da  un cerchio di fiamme. Questo santuario, nel 1994 fu inserito nell’elenco dei monumenti UNESCO.

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