San Procopio

San Procopio

* 970 circa (o 990),  Chotouň presso Kouřim, + 25. 3. 1053, Sázava
I suoi attributi sono il libro, la croce, il pastorale, la fiamma sul palmo della mano e la catena alla quale è legato il diavolo. Le sue spoglie sono conservate nella chiesa di Ognissanti nel Castello di Praga. La ricorrenza di S. Procopio è il 4 luglio.

Eremita che, verso il 1009.  abitava le grotte presso il fiume  Sázava.  Veniva visitato da molti pellegrini in cerca di aiuto, spirituale o medico.
In realtà era un colto sacerdote paleoslavo proveniente dalla Cattedrale di  San Vito a Praga. Divenne monaco benedettino nel monastero di Břevnov, fondato da Sant’Adalberto. Si dice che trasformò l’acqua in vino dissetando l’imperatore Ulderico, disperso durante una battuta di caccia. Per questo motivo l’imperatore creò il monastero della Sazava, che divenne uno dei punti fondamentali dello sviluppo della religione cattolica in lingua slava.
Uno dei miracoli a lui attribuiti è quello di essere riuscito a far tirare l’aratro ad un diavolo, pungolandolo a colpi di croce sulla schiena, per scavare il “canalone del diavolo”, un misterioso canalone artificiale di 21 km, probabilmente una via di comunicazione paleolitica. Lo si vede spesso raffigurato con il diavolo legato al vomere, simbolo dei vizi umani, che possono essere utili, nel caso le loro energie vengano ben sfruttate.

Da vedere:
La Madonna della Sázava
Nel Monastero di San Procopio si trova un ciclo di affreschi gotici mariani. Tra questi quello in cui la Madonna alza la mano destra minacciando uno scapaccione ad un bambin Gesù probabilmente un po’ troppo discolo. Foto: La Madonna della Sázava.

La tomba di Procopio
Il corpo di San Procopio non si trova più nel monastero della Sázava, ma nella Chiesa di Ognissanti del castello di Praga dove fu solennemente trasferito già nel 1588.

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